10 cose da non perdere a Sansepolcro

Sansepolcro (AR) è un delizioso borgo situato nella parte orientale della meravigliosa Valtiberina Toscana,vicino al confine con l’Umbria, un luogo dalla bellezza unica. La sua posizione è strategica e permette di raggiungere in poco tempo tutte le maggiori attrazioni della zona, dalla catena delle Alpi della Luna alla Massa Trabaria, dalle colline umbre e dall’Alpe di Catenaia oltre a tanti piccoli e incantevoli borghi.

La leggenda racconta che il borgo viene “fondato” nel 934 da due pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, sostano in questa valle e qui restano in seguito ad un segno divino. Qui costruiscono una piccola cappella per custodire le Sacre Reliquie che portavano indietro con loro da un viaggio compiuto a Gerusalemme.
Ma che ne dici di venire con me alla scoperta di questo borgo?
Ecco cosa fare, vedere e cosa non perdere nella visita a Sansepolcro!
Piazza Sansepolcro
La piazza dove abbiamo passato le nostre serate a Sansepolcro per la felicità dei bimbi!

#1 – Passeggiare alla scoperta di chiese e palazzi storici

Tutto il centro storico di Sansepolcro è un museo a cielo aperto, tra chiese e palazzi storici il patrimonio culturale e artistico di questa città è davvero enorme.

Terra di confine e di contese prima tra i vescovi di Arezzo e i signori di Rimini e Montefeltro poi in mano allo Stato Pontificio, verso la metà del ‘400 entrò a far parte del Granducato di Toscana. Passeggiando per le vie del centro non potrai far altro che rimane a bocca aperta, ecco solo alcune delle cose da non perdere nella visita:

  • il Duomo con il suo imponente crocifisso ligneo risalente al IX secolo e la Pala del Perugino
  • Il Palazzo delle Laudi sede del Municipio
  • Il Santuario della Madonna delle Grazie con il suo splendido soffitto ligneo
  • La Chiesa di San Lorenzo
  • La Chiesa di Sant’Antonio Abate
  • Il Palazzo Ducci sede della biblioteca civica.
Piazza della Torre di Berta Sansepolcro
Piazza della Torre di Berta Sansepolcro

#2 – Visitare il Museo Aboca e perdersi tra le erbe medicinali

Il museo è davvero originale ed accoglie con sapienza la storia del rapporto tra l’uomo e le erbe medicinali. All’interno potrai trovare attrezzature e prodotti “farmaceutici” del passato oltre a vari tipi di piante officinali ed erbe utilizzate fin dall’antichità.

“L’homo sapiens potrà, se vorrà, trovare in natura i rimedi per i suoi mali!”

Il museo si articola in diverse sale ed occupa il piano nobile di un palazzo signorile, Bourbon del Monte, al quale si accede attraverso una bellissima scalinata.

Queste le sale del museo tutto da ammirare e da scoprire:

  • Sala dei Mortai e dell’antica tradizione di questo strumento dello speziale,
  • Stanza della Storia contenente testi che rappresentano una fonte di saggezza dal passato,
  • Sala delle Ceramiche dove troverai brocche, vasi e bottiglie dove venivano conservate le erbe,
  • Sala dei Vetri che custodisce antichi contenitori in vetro,
  • Stanza delle Erbe per me la più affascinante e profumata del museo,
La stanza delle Erbe
  • Antica Spezieria la ricostruzione di un’antica bottega dove un tempo si vendevano rimedi naturali,
  • Laboratorio Fitochimico luogo nel quale il farmacista preparava i composti destinati alla vendita,
  • Cella dei Veleni rigorosamente chiusa a chiave e dove sono conservati prodotti velenosi per l’uomo,
  • Farmacia dell’800 veramente affascinante…

“Le erbe medicinali sono una forza della natura creata per tutti i viventi.”

Farmacia del ‘800

Per concludere, a disposizione del visitatore oltre alla farmacia dove acquistare i prodotti Aboca anche una libreria Aboca Edizioni.

La visita a questo museo è stata davvero ricca e interessante. Il più interessato di tutti naturalmente era mio marito che da infermiere ha studiato ogni angolo di questo museo.

Neanche Martina, la più piccina, è rimasta indifferente a questa esposizione, tanto che appena arrivati, inondata di profumi speziati, si è dolcemente addormentata, cosa più unica che rara. Naturalmente poco prima di uscire i suoi occhi erano già belli vispi e lei pronta a combinarne una delle sue.

Martina…che dorme beata!

La visita in questo museo è davvero consigliata, si svolge all’interno di un tripudio di colori e profumi tanto che il nostro bimbo, che girava con il naso tappato, ad un certo punto mi ha detto:

Mamma questo posto è troppo saporito per me!

Samu che gira per il Museo Aboca con il naso tappato!

Orari di apertura e biglietti 

1 Aprile – 30 Settembre 10.00 – 13.00 e 15.00 -19.00 Aperto tutti i giorni

1 Ottobre – 31 Marzo 10.00 – 13.00 e 14.30 – 18.00 Chiuso il lunedì, il 25 – 26 Dic e il 1 Gen.

Biglietto intero: 8 €
Biglietto per comitive (minimo 5 persone): 6 €
Biglietto ridotto (10-14 anni, over 65 anni, studenti): 4 €
Biglietto gratuito: per bambini sotto i 10 anni accompagnati dai genitori e per guide turistiche

Con la carta “musei della Val Tiberina” potrai usufruire del biglietto ridotto.

[Aggiornato a Maggio 2017]

Il Museo si trova in via Niccolò Aggiunti, 75 vicino al Museo Civico.

Per saperne di più visita il sito  Aboca Musem 

#3 – Ripercorrere le orme di Piero della Francesca

Quando si arriva a Sansepolcro c’è una tappa obbligatoria alla scoperta di uno dei più grandi pittori del Quattrocento, Piero della Francesca. Ospitato nell’antico Palazzo della Resistenza, il Museo Civico offre la possibilità di osservare ed ammirare due delle sue opere, il “Polittico della Misericordia” e la “Resurrezione” (ora in restauro, ma visibile al pubblico) semplicemente magnifiche. Presenti anche altre due opere “minori”, il “San Giuliano” e il “San Ludovico” e  molti dipinti di scuola toscana rinascimentale. Nella visita siamo stati accompagnati da Gianna che con cura e professionalità ci ha fatto apprezzare ogni dettaglio di queste grandi opere d’arte.

Per saperne di più Museo Civico

polittico della misericordia sansepolcro
Il Polittico della Misericordia

In molte delle opere di Piero della Francesca compare sullo sfondo la città di Sansepolcro, provate per esempio a raggiungere una deliziosa viuzza a pochi passi dal Museo Civico chiamata Via Buia e cercate di immaginare in quale opera dell’artista avete visto questo scorcio.  Osservando le sue opere si nota come sia profondo il legame del pittore con la sua città natale.

Sicuramente da non perdere anche la visita ad un’altra delle opere più apprezzate di Piero della Francesca, la Madonna del Parto. L’affresco realizzato intorno alla metà del XV sec. si trova nell’omonimo museo a pochi km da Sansepolcro,  in Via della Reglia 1, 52035 Monterchi AR

Per ulteriori info Museo Madonna del Parto

Per continuare a ripercorrere le orme di Piero della Francesca a Sansepolcro si può entrare a Casa di Piero in via Aggiunti 71.  L’elegante edificio rinascimentale sede della Fondazione Culturale Piero della Francesca ospita una mostra multimediale, riaperta recentemente, che permette al visitatore di compiere un percorso innovativo e di conoscere da vicino la vita di questo grande artista.

La Resurrezione (in fase di restauro, ma visibile al pubblico)

#4 – Visitare l’oratorio di San Rocco

L’Oratorio di San Rocco, sede della Confraternità della Misericordia, si trova proprio di fianco alla Casa di Piero ed è sottostante alla Chiesa omonima. E’ una grande sala con affreschi inerenti Storie della Passione, dipinti da artisti della famiglia Alberti (fine XVI sec.). Nell’ interno sono visibili alcuni affreschi realizzati dai F.lli Alberti raffiguranti la Vita di Cristo, la Passione, Angeli e Santi. Accanto all’altare due porte in legno dove sono scolpite scene bibliche che conducono alla cappella del Santo Sepolcro in pietra arenaria,  la copia del Sacro Sepolcro di Gerusalemme.

Oratorio di San Rocco - Sansepolcro
Oratorio di San Rocco – Sansepolcro

#5 – Fare un tuffo nella storia del Palio della Balestra

A pochi passi dall’oratorio di San Rocco c’è la sede dei balestrieri di Sansepolcro.

Durante il Medio Evo in tutta Italia si svolgevano diverse competizioni di tiro con la balestra, storica in questa zona la gara di tiro con la balestra fra Sansepolcro e Gubbio. Alcuni documenti fanno risalire la disputa al 1594 ma con ogni probabilità la gara si svolgeva anche in tempi più remoti. Ogni anno la seconda Domenica di Settembre a Sansepolcro si celebra il Palio della Balestra.

La sede dei Balestrieri di Sansepolcro
La sede dei Balestrieri di Sansepolcro

E’ il Sig. Dario Casini a raccontarci la lunga e gloriosa storia del Palio della Balestra che va avanti dal XV secolo quando sembra che il premio per il vincitore fosse unicamente un panno di lana utilizzato poi per confezionarsi un abito.

La balestra è composta da un arco di acciaio posto nella parte estrema di un fusto di legno detto “tiniere” o “teniere”, da una corda fissata all’estremità dell’arco, da un sistema di caricamento e da uno di puntamento. Quando il balestriere scocca il tiro, la corda trattenuta dalla “noce” (aggancio stazionario di caricamento) libera in maniera folgorante tutta la potenza dall’arco accumulata durante il caricamento e scaglia il dardo verso il bersaglio, detto “corniolo”, formato da un rotella da cui aggetta un tronco di cono. Il centro è del diametro di 3 centimetri e nel mezzo c’è un chiodo detto “bulletta” o “pulsone”. La distanza regolamentare fra la postazione di tiro e il bersaglio è di 36 metri.

                                                                                              Tratto dal sito Società dei Balestrieri Sansepolcro

 

La balestra - Sansepolcro
La balestra…

Il giorno della gara dopo la benedizione delle armi i balestrieri, con i loro costumi rinascimentali, entrano in campo e si dispongono sui loro banchi di tiro.

“Si balestri il Palio, in virtù ed onestà e che la vittoria arrida a lo migliore in campo!”

E Dario Casini ne sa qualcosa di migliori in campo visto che il suo nome compare più volte nell’albo d’oro della storica competizione. Ci ha raccontato simpaticamente come la sua balestra abbia preso forse molte più carezze della “su moglie”… e quanta passione ci sia dietro a questa disputa che avviene ogni ultima Domenica di Maggio a Gubbio e seconda Domenica di Settembre a Sansepolcro! Insomma un appuntamento proprio da non perdere!

Sede dei balestrieri
Samu che ammira i vestiti d’epoca

La sede è aperta nel weekend per le visite.

Per saperne di più collegati al sito Società dei Balestrieri

#6 – Andare a scuola di merletto

Purtroppo non siamo riusciti ad entrare in prima persona in questa scuola (solo un motivo in più per tornare a Sansepolcro) ma ci hanno raccontato che questa è davvero un’eccellenza del territorio.

Il merletto di Sansepolcro è anche chiamato “trina a spilli” o merletto a fuselli. Sono le sorelle Ginna e Adele Marcelli che agli inizi del ‘900 hanno imparato quest’arte da Amelia Gelli Pagliai che a sua volta l’aveva appresa in carcere da una religiosa di origine fiamminga. Le due sorelle, imparata la tecnica, cominciarono a studiare i vari merletti italiani e stranieri, smontandoli e ricostruendone i vari passaggi fino a giungere alla creazione di un merletto nuovo, con caratteristiche proprie. La lavorazione fu presto nota in Europa e anche in America come testimoniano i  riconoscimenti i diplomi e le medaglie d’oro conseguiti in esposizioni internazionali di assoluto prestigio.

Arrivando ai giorni nostri e per non dimenticarne la tradizione è sorta nel 1996 l’Associazione “il Merletto nella città di Piero” che ha lo scopo di diffondere il merletto a fuselli attraverso lo svolgimento di corsi di merletto e di ricamo.
C’è inoltre la possibilità di visitare una mostra permanente dove sono conservate testimonianze di trine e di documenti autentici della Premiata Scuola di Adele e Ginna Marcelli.

Per ulteriori informazioni visita il sito Il Merletto

La statua dedicata al Merletto - Sansepolcro
Le donne e la tradizione del Merletto – Sansepolcro

#7 – Imparare a fare i sigari toscani

Non sono una fumatrice, non lo sono mai stata da brava atleta di un tempo e da mamma oggi, eppure la visita alla Compagnia Sigari Toscani mi ha davvero affascinato. Questo è l’unico luogo che ho visitato da sola perché, si sa, qui i bambini non possono entrare. Interessante il percorso e i racconti di Andrea Pici che mi hanno fatto conoscere questa realtà più unica che rara. I sigari della Compagnia Toscana hanno la Valtiberina nell’anima, dalla coltivazione del tabacco alla lavorazione a mano fino ai sigari che vengono distribuiti in tutto il mondo.

I pregiati sigari della Compagnia Toscana Sigari di Sansepolcro
I pregiati sigari della Compagnia Toscana Sigari di Sansepolcro

Nella Compagnia Toscana Sigari lavorano quasi tutte donne ed è davvero appassionante vederle a lavoro.
A coadiuvare il loro lavoro due esperte maestre con esperienza ultratrentennale che trasmettono alle altre sigaraie tutto il loro antico sapere. Qui si lavora senza macchine ed ogni foglia singola viene riempita dal tabacco fermentato e sminuzzato a mano. Il tabacco usato è il Kentuchy, proveniente dai terreni di proprietà e in minima parte anche da altri terreni della Valtiberina. Proprio in questa zona quasi seicento anni fa furono per la prima volta messi a dimora i semi di tabacco provenienti dal Nuovo Mondo.

La qualità dei sigari prodotti è molto pregiata e il tabacco è curato a fuoco con legna di quercia e poi viene “stagionato” a lungo.

Tabacco sansepolcro
Foglie di tabacco della Valtiberina

Alla Compagnia Toscana Sigari sono presenti anche dei macchinari storici utilizzati oggi per la produzione semi-artigianale dei sigari che permettono una lavorazione rispettosa della tradizione secolare. L’azienda produce il sigaro Mastro Tornabuoni nella versione Long e Scorciato e lo Stortignaccolo, oltre alle cimette (tabacco da pipa ). Proprio qui è nato anche il primo sigaro Bio completamente made in Sansepolcro.

E’ possibile immergersi come ho fatto io nella storia e nella tradizione del sigaro toscano previo appuntamento.

Le visite devono essere prenotate con anticipo al num. 0575-736752 – mail info@compagniatoscanasigari.it

Per saperne di più visita il sito Compagnia Toscana Sigari 

le sigaraie sansepolcro
Le Sigaraie a lavoro

#8 – Ripercorrere le strade di San Francesco e arrivare all’eremo di Montecasale

Incastonato nella roccia ed immerso nel verde dei boschi, vicino a corsi d’acqua e grotte naturali, l’Eremo di Montecasale viene fondato nel 1213 da Francesco che lo riceve in dono dal Vescovo di Città di Castello. Siamo arrivati qui in un soleggiato pomeriggio di Primavera, quasi gli unici ad arrivarci in auto mentre gli altri pellegrini giungevano a piedi per assistere alla messa pomeridiana e trovare ristoro per l’anima e per il corpo. Terminata la funzione un monaco con grande cortesia e dolcezza ci ha fatto da cicerone.

Il delizioso Chiostro dell'Eremo
Il delizioso Chiostro dell’Eremo

L’Eremo di Montecasale si trova a poca distanza da Sansepolcro ed facilmente raggiungibile in auto, ma ai più sportivi consiglio di arrivarci a piedi per godere passo dopo passo della pace e del silenzio che si respira in questo luogo. L’Eremo di Montecasale fa parte di una delle tappe della Via Francescana che parte da La Verna ed arriva ad Assisi.

Eremo di Montecasale Sansepolcro
Eremo di Montecasale Sansepolcro e i pellegrini

Un luogo incantevole, dove poter stare in raccoglimento, meditare e ammirare ciò che ci circonda lontani dal caos e dallo stress, magnifico anche lo scorcio di Valtiberina visibile da questo Eremo.

Se sei alla ricerca di un posto dove rigenerare il corpo e l’anima te ne consiglio un altro davvero unico. A pochi km da Sansepolcro infatti c’è la Fraternità di Romena dove Don Gigi (leggi la mia intervista a Don Gigi -> Il mio viaggio è la vita) saprà stupirti, prenderti per mano, aprire le porte della Pieve e anche del tuo cuore.

“In questo piccolo spazio vorrei che ogni uomo si sentisse a casa sua e, libero da costrizioni, potesse raggiungere la conoscenza di se stesso e incamminarsi nella sua strada forte e fiducioso. Vorrei che fosse una sosta di pace, di riflessione per ogni viandante che vi giunge, un posto dove l’ideale diventa realtà e dove la gioia è il frutto spontaneo”.

San Francesco Sansepolcro
San Francesco che veglia dall’alto su tutta la vallata

#9 – Bere il latte di asina e ammirare la natura dalla Riserva Alpe della Luna 

Ci sono luoghi spesso meno conosciuti ma che meritano di essere raccontati. La fattoria degli asini di Germagnano è sicuramente uno di questi. Si trova a pochi chilometri dal centro urbano di Sansepolcro, proprio all’interno della Riserva Naturale dell’Alpe della Luna.

fattoria di germagnano sansepolcro
Asini al pascolo

Per arrivarci bisogna prendere in direzione Montagna e poi seguire le indicazioni Fattoria degli Asini. Dopo 1 km circa di strada sterrata e un po’ accidentata si arriva in questo meraviglioso luogo. Ad accoglierci è Filippo, uno dei 5 ragazzi della “Cooperativa Extravaganti” che ci ha fatto scoprire questa fattoria particolare. Particolare perché  oltre ad allevare alcuni cavalli che vengono poi utilizzati per le passeggiate nei sentieri di montagna, si trovano 40 capi di asini!

fattoria di germagnano sansepolcro (1)
Asinello appena nato….non è dolcissimo?

E perché proprio gli asini? Perché il latte d’asina è l’alimento naturale in composizione e sapore più simile al latte materno umano e quindi può essere utilizzato come sostitutivo. Lo sapevate? Io no, ma visto che sono oltre 4 anni che allatto no stop notte e giorno quasi quasi lo prendo in considerazione…

Naturalmente scherzo, visto che il latte della mamma non ha eguali, ma sicuramente quello d’asina qualora la mamma non riesca ad allattare può essere un validissimo surrogato!

Abbiamo avuto il piacere anche di conoscere gli ultimi nati del gruppo, dei ciuchini docili e molto bellini con solo un giorno di vita, con due occhi dolci che mi hanno fatto subito innamorare. Una bella sorpresa inoltre ce l’hanno fatta una mandria di daini che si sono affacciati vicino alla fattoria in tutto il loro splendore. Fino al tramonto ci siamo fermati in questo paradiso e mentre i piccoli giocavano insieme noi ci siamo goduti relax, pace e natura.

fattoria germagnano
Ammirando la natura

I ragazzi della Cooperativa Extravaganti gestiscono anche un AgriPub chiamato Aringa Appesa dove è possibile degustare prodotti tipici. Proseguendo per la strada dopo la fattoria e qualche Km c’è la possibilità anche di fermarsi a dormire nel rifugio proprio all’interno dell’Alpe di Luna, dove ancora oggi vive il lupo.

Per maggiori informazioni visita il sito Extravaganti

Riserva Alpe di Luna
Riserva dell’Alpe della Luna

#10 – ….

Purtroppo siamo stati a Sansepolcro soltanto 3 giorni e nella visita sicuramente abbiamo tralasciato qualcosa da non perdere. Allora lascio a te, mio caro lettore, la possibilità di aggiungere (se vuoi scrivilo pure nei commenti) cosa non perdere nella visita a questa città!

 

Dove mangiare a Sansepolcro

Passeggiando lungo il corso di Sansepolcro c’è un ristorante al quale difficilmente si rimane indifferenti. La sua aria antica attrae ogni turista e la sua storia lunga oltre 200 anni affascina chiunque. Sembra che il ristorante sia stato fondato nel 1807, da un alto funzionario napoleonico.

L’edificio dove è ospitato il ristorante e anche l’albergo Fiorentino conserva elementi tardo rinascimentali e motivi architettonici del primo novecento. Stupendo il grande salone rinascimentale con soffitto a cassettoni lignei del piano nobile.

Ristorante Fiorentino Sansepolcro
Il magnifico soffitto a cassettoni

Il ristorante da oltre mezzo secolo è di proprietà della famiglia Uccellini ed è Alessia ad accoglierci con grazia e professionalità. Architetto, sommelier, esperta in marketing territoriale, scrittrice e mamma di 4 bambine, insomma un vulcano di idee e di energia, Alessia ama il suo lavoro e questo traspare subito dai suoi racconti. Alessia, mamma chef o architetto del gusto, chiamatela come volete, scrive e racconta oltre ad organizzare eventi legati alle diverse epoche storiche e naturalmente gestisce insieme a suo fratello Alessandro il ristorante di famiglia  il Fiorentino acquistato tanti anni fa proprio dalla bisnonna Rosa. Qui vengono serviti i piatti della tradizione locale oltre ad alcuni piatti della cucina antica e rinascimentale. La pasta è stesa a mano e i dolci fatti in casa e tutti i piatti realizzati con prodotti locali. Noi oltre ad un antipasto tipico locale abbiamo assaggiato dei deliziosi bringoli al ragù di chianinadei ravioli squisiti con pomodori e caciotta e un piatto rinascimentale, filetto di maiale con prugne. Inutile dire che non abbiamo trovato spazio per i dolci, anche se il carrello degli stessi lo sogno ogni volta che ho voglia di qualcosa di goloso.

Nel libro degli ospiti figurano tanti personaggi illustri e tanti sono i riconoscimenti ricevuti dal ristorante, pensa che qui passarono anche l’ultimo Re d’Italia, Rossini, Puccini, Verdi….

Alessia l’ho rivista pochi giorni fa e non a Sansepolcro, ma sul programma televisivo Geo che dispensava consigli a tutte le cuoche italiane.

Il Ristorante Fiorentino si trova in Via Luca Paciaroli, 60 Sansepolcro Tel. 0575-742.033

Per saperne di più visita il sito Ristorante Fiorentino

 

Dove dormire a Sansepolcro

C’è un luogo a Sansepolcro che una volta conosciuto non si riesce a dimenticare. C’eravamo stati alcuni anni fa da sposini novelli e ce n’eravamo perdutamente innamorati. Questo luogo si chiama Agriturismo La Conca e raccoglie quanto di più bello l’uomo possa avere a sua disposizione: pace, tranquillità e un contatto diretto con la natura. La tenuta infatti si estende per circa 300 ettari di bosco nel cuore degli Appennini toscani.

La Mappa con tutte le attrazioni…

Non potrò mai dimenticare l’immagine del tramonto visto da Vallorsa (uno dei casali della tenuta) e del panorama così bello da sembrare dipinto.

la conca sansepolcro
Tramonto da favola…

Non potrò mai dimenticare neanche la meraviglia di Samuele che, dopo 40 minuti di cammino anche in salita, (in genere è difficile farlo passeggiare per 10 minuti) è arrivato alla fantastica casa sull’albero e si è sentito il bambino più fortunato del mondo mentre noi i genitori più felici dell’universo… avrei voluto fermare il tempo in quell’istante, quando la gioia e la felicità inondavano i nostri volti!

Cosa dire ancora? Difficile descrivere a parole le emozioni vissute, ti invito a vivere quest’esperienza condita anche da un’atmosfera unica, un fuoco che si accende la sera per cuocere la carne sulla brace, una piscina che rinfresca le giornate soleggiate, un parco giochi dove i bambini si divertono e tanti sentieri da percorrere in mezzo alla natura prima di addormentarsi la sera e risvegliarsi al canto degli uccelli.

 

Non abbiamo avuto il tempo di provare la Spa dell’Agriturismo, questa chicca l’abbiamo lasciata per la prossima visita!

Un consiglio…prima di arrivare all’Agriturismo fai un bel rifornimento di pasta, carne, frutta e verdure perché una volta arrivato a Località Paradiso non avrai più voglia di riscendere in paese.

sansepolcro cosa vedere e fare
Meravigliosamente SanSepolcro – Photo Credit Laura Bernardini

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Si ringraziano per la collaborazione Lucrezia dell’ufficio turistico Valtiberina, Serenella dell’Agriturismo La Conca, Alessia del Ristorante il Fiorentino, Catia del Museo Aboca, Gianna del Museo Civico, Dario dei Balestrieri di Sansepolcro, Filippo & C. della Fattoria di Germagnano, Andrea della Compagnia Toscana Sigari e Laura Bernardini per l’immagine di copertina.

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