Cosa fare a New York? Andare a Broadway!

di Articolo Redazionale

In replica dal 1997 a Broadway, “Il Re Leone” è il musical con gli incassi più alti di tutti i tempi.

Se ti è piaciuto il film, amerai la trasposizione teatrale: spettacolo, arte e musica in una combinazione di grandissimo successo.

Il riscontro di pubblico è evidente, dato che il musical vincitore di 6 Tony Award va in scena ormai da 25 anni consecutivi, registrando quasi ogni sera il tutto esaurito.

Dal grande schermo al palco, la magia continua

Come arricchire l’esperienza (peraltro già straordinaria di per sé…) del tuo soggiorno nella “Grande Mela”?

La risposta è semplice: andando a teatro, e non certo uno qualsiasi, ma il prestigioso Minskoff di Broadway, perfetto per rivivere la magia del musical ‘The Lion King’ e del suo mondo africano, straordinariamente ricco di flora e fauna.

Gli artisti sono bravissimi, le scenografie e i costumi sono accuratamente studiati per restituire tutta la suggestione della savana e le musiche non hanno bisogno di aggettivi che le definiscano, tanto sono famose e conosciute da tutti, anche da chi non ha mai visto il film.

A proposito: alcuni brani sono stati creati appositamente per la pièce teatrale, e dopo l’apertura, affidata alla sigla (la celebre ‘The Circle of Life/ Nants’ Ingonyama’), le canzoni inedite si susseguono: One by One, The Morning Report, Shadowland, The Madness of King Scar, Endless night, insieme agli splendidi arrangiamenti strumentali di Hans Zimmer e Lebo M.

Potreste anche avere un incontro ravvicinato con una delle 232 bestiole protagoniste dello spettacolo, dato che a loro piace gironzolare allegramente qua e là!

Cosa fare a New York? Andare a Broadway!

La storia di Simba e dei suoi amici (… e nemici)

Il musical si ispira al film, uscito nelle sale cinematografiche nel 1994, e racconta la vita di Simba, un cucciolo di leone designato erede al trono.

Le aspettative di Simba (il cui nome in lingua Swahili significa, appunto, ‘leone’), sono alte fin dalla sua infanzia: il modello di riferimento è suo padre, il re Mufasa, che affronta con coraggio anche l’uccisione da parte del crudele zio Scar (nome evocativo già di per sé, dato che, non a caso, tradotto nella nostra lingua, vuol dire ‘cicatrice’).

Simba, reso ingiustamente colpevole della morte di Mufasa dal terribile zio, è costretto a lasciare la sua terra natìa: durante l’esilio conoscerà il valore del supporto e dell’amicizia da parte di molti personaggi, tra i quali il facocero Pumbaa e il suricato Timon, apprendendo la filosofia dell’Hakuna Matata e imparando a trascorrere la sua esistenza in maniera spensierata e senza ‘nessun problema’.

Ma il destino di Simba è segnato: il trono sulla Rupe dei Re lo aspetta e il leoncino, ormai cresciuto, deve reclamarlo: il suo compito consiste nello sconfiggere Scar e salvare i leoni dalla crudeltà dello zio, riportando l’armonia nella savana.

Musica d’ispirazione e uno spettacolo di colori

La storia di coraggio e riscatto del leoncino Simba si incrocia e si lega con le vicende di altri personaggi, alcuni saggi e affidabili, altri improbabili e divertenti.

Nella sua semplicità, la trama è avvincente e le magnifiche musiche sottolineano ogni passaggio: non a caso, nel 1995, la pellicola vinse due Oscar proprio per la miglior colonna sonora originale (di Hans Zimmer) e per la miglior canzone, la toccante ‘Can you feel the love tonight’ di Elton John e Tim Rice.

L’esordio del musical a Broadway, nel 1997, rappresenta il prosieguo naturale del successo ottenuto dal film al cinema e la rappresentazione al Minskoff Theatre ne ha consacrato definitivamente il trionfo artistico e la popolarità.

Il musical si svolge in due atti: nel primo, la nascita e le prime fasi della vita di Simba sono caratterizzate da un’atmosfera gioiosa e vivace, che coinvolge il pubblico con i colori dei costumi e delle scenografie. I personaggi attorno a Simba hanno temperamenti diversi: l’amicizia di Nala (nome che, poeticamente, in Swahili significa ‘dono’), si contrappone al cupo comportamento dello zio Scar, che attira Simba in un tranello perché sia preda delle iene.

Per salvare il figlio dal tremendo pericolo, il re Mufasa perderà la vita: in seguito al triste avvenimento, Simba conoscerà il peso del rimorso per la morte del padre e la malinconia dell’esilio che, però, gli insegnerà a vivere secondo la filosofia dell’Hakuna Matata.

Nella seconda parte, la savana è pervasa dal grande malessere provocato dal governo di Scar, lo zio usurpatore: non più gioia di vivere, ma stenti e privazioni che rischiano di decimare la popolazione dei leoni.

Nala, da sempre legata a Simba, dopo aver rifiutato le avances del perfido Scar, decide di partire in cerca del suo amico: lo troverà, finalmente, e, sulle note di ‘Can you feel the love tonight’, tra i due sboccerà l’amore.

Il nuovo sentimento per Nala darà a Simba la forza di affrontare e sconfiggere Scar, diventando il nuovo re della foresta: il cerchio della vita continua con la nascita di suo figlio, sottolineata dalla melodia di ‘The circle of life’.

Come e perché assistere al musical ‘Il Re Leone’ a teatro

Il Minskoff Theater si trova nel cuore di Manhattan, al 200 West della 45a strada, non distante da Times Square, una location che promette già grandi opportunità, anche da un punto di vista turistico, facilmente raggiungibile grazie alle numerose fermate metro, abbastanza vicine alla sede del teatro.

Sin dal suo esordio, nel 1997, la programmazione di questo musical di grande successo è sempre in cartellone (in media, va in scena 8 volte a settimana) e ogni spettacolo dura circa 2 ore e 30 minuti, con un intervallo di 15 minuti tra i due atti; l’età minima richiesta per assistere è di 5 anni e i biglietti per Re Leone (Broadway) sono sempre in prevendita online.

Se stai pensando di assistere allo spettacolo, ti consiglio, appunto, di pianificare l’evento e acquistare i biglietti con largo anticipo: in primo luogo, per risparmiare (un po’ come succede per le prenotazioni dei voli in aereo); in secondo luogo perché se decidi di comprare i ticket direttamente al botteghino molto probabilmente ti troverai a dover fare una lunga coda, con in più il rischio di trovare solo posti lontani, che offrono una peggiore visibilità.

La rappresentazione teatrale è ricca di suggestioni, rese ancora più palpabili dalla presenza, sul palco, degli animali dal vivo, dai leoni alle giraffe, dalle antilopi alle iene, a tanti altri.

Inoltre, ascoltare le canzoni interpretate direttamente dagli attori, circondati da una magica atmosfera di luci e colori vivaci, rappresenta un’esperienza che trasforma la visione del musical in una vera e propria forma di intrattenimento, sapientemente realizzato con la regia di Julie Taymor (che, insieme a Richard Hudson e Garth Fargan, ha curato anche i costumi e le maschere) e con la sceneggiatura di Irene Mecchi e Roger Alles, il tutto prodotto dalla Disney Theatrical Production.

Non è un caso, quindi, che ‘Il Re Leone’ di Broadway abbia vinto complessivamente 70 premi, tra cui un Grammy nel 1999.

E già l’anno prima, nel 1998, lo spettacolo si era visto assegnare ben 6 Tony Awards, tra i quali il riconoscimento come miglior musical, migliore sceneggiatura, miglior direzione, migliori costumi, migliori luci e migliori coreografie.

Considerazioni finali e un consiglio

Le parole spese finora sono, in realtà, superflue e servono solo a dare l’idea dell’importanza, concretamente intesa, della rappresentazione: la valenza di questo musical si spiega da sola, attraverso la vivacità della scenografia, del trucco, dei costumi e dell’incantevole colonna sonora.

Lo spettacolo è ricco di valori umani e familiari, diventando un classico che evidenzia il legame che ognuno di noi ha con le proprie radici.

L’interesse ad andare a vederlo ha, comunque, un importante valore aggiunto: ‘The Lion King’ a Broadway, con la sua combinazione di parole e musica, scientificamente dimostrata come particolarmente efficace per il cervello umano, è un’ottima risorsa per l’apprendimento della lingua inglese; in più, i dialoghi e i vocaboli utilizzati sono piuttosto semplici, quindi facilmente accessibili anche ai bambini.

Infine, non c’è un dress code per presenziare all’evento: se vorrai, potrai vestirti elegante o casual, in qualunque caso ti immergerai in un’esperienza che, da quasi 25 anni, ha già affascinato più di 100 milioni di spettatori: sono certa che non la dimenticherai e, magari, deciderai di ripeterla, possibilmente a Natale, quando New York si riempie di luci e diventa ancora più magica.

 

Potrebbe interessarti

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Inoltre, questo sito installa Google Analytics nella versione 4 (GA4) con trasmissione di dati anonimi tramite proxy.
Prestando il consenso, l'invio dei dati sarà effettuato in maniera anonima, tutelando così la tua privacy.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy