L’Eremo dei Frati Bianchi a Cupramontana

Sono sempre più convinta che girovagando per le Marche e curiosando in ogni angolo si possano scoprire dei tesori davvero unici, come questo, oggi ti presento l’Eremo dei Frati Bianchi di Cupramontana!

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Eremo dei Frati Bianchi (photo credit Giuliano Betti)

Completamente immerso nel verde l’ Eremo dei Frati Bianchi offre uno spettacolo unico, incastonato tra il bosco e la montagna. L’Eremo è qualcosa di meraviglioso, recentemente ristrutturato e ben mantenuto consente ad ogni viaggiatore di godere di questo angolo paradisiaco, tra prati verdeggianti e luoghi che profumano di storia.

Andiamo a scoprirlo insieme passo dopo passo?

Iniziamo proprio dalla sua storia…

#1 – La storia dell’Eremo dei Frati Bianchi

Intanto il suo nome, Eremo dei Frati Bianchi, deriva proprio dal bianco e candido saio indossato dai Camaldolesi che lo abitarono per oltre quattro secoli, in realtà è conosciuto anche come Eremo delle Grotte del Massaccio grazie alle affascinanti grotte scavate nell’ampia parete rocciosa e al cui interno sono conservate le antiche celle dove i monaci conducevano una vita di meditazione e preghiera. Questo luogo mistico è una delle più significative testimonianze delle origini del Cristianesimo nelle Marche.

Le prime tracce di questa meraviglia immersa nella gola del corvo, fra Cupramontana e Poggio Cupro, risalgono proprio al XI sec. quando dei monaci Camaldolesi conducevano in questo luogo una vita di penitenza e preghiera.

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Le grotte scavate nella roccia

L’Eremo dei Frati Bianchi fu fondato nel XI secolo da San Romualdo  al quale venne dedicata una delle grotte ricavate dalla parete suddetta, chiamata in sua memoria “Cella di San Romualdo”. Permettimi di raccontarti a grandi linee anche la vita di San Romualdo anche perché la sua storia si intreccia con quella di tante Abbazie presenti nel territorio marchigiano e non solo.

Romualdo è un nobile e ricco ravennate che deluso della corruzione dei confratelli abbandona molto presto l’abbazia di Sant’Apollinare e si mette in cammino per il mondo. In questo suo viaggio raccoglie tanti discepoli e insieme ad essi, sfruttando una donazione di una vasta zona boschiva nel Casentino ricevuta dal conte Maldolo di Arezzo, costruisce  l’Eremo di Campus Maldoli oggi Camaldoli.

A San Romualdo va attribuita anche la fondazione, lungo la valle dell’Esino,
di altri centri camaldolesi come l’Abbazia di Sant’Elena a Serra San Quirido, quella di Sant’Urbano all’Apiro e quella di S. Salvatore di Valdicastro alle falde del Monte San Vicino dove il monaco si spense nel 1027.

 

Tornando alla storia dell’Eremo c’è da dire che in questo luogo furono gettate le fondamenta della Congregazione monastica di Monte Corona e qui furono accolti i due frati minori che nel XVI secolo fondarono l’Ordine dei Cappuccini. Le grotte presenti erano abitate già nel Duecento da eremiti, successivamente vennero ampliate ed accanto ad esse si sviluppò un complesso di costruzioni che nei secoli XV e XVI rappresentava un centro culturale molto importante per la zona e custodiva un’ illustre biblioteca. Purtroppo l’occupazione napoleonica prima e un decreto del Regno d’Italia poi che abolì alcune corporazioni religiose sottoposero il luogo a saccheggi continui e un gran numero delle opere d’arte custodite andarono perdute. Quello che rimane è un’immensa eredità artistica e culturale che viene custodita in parte nella biblioteca comunale di Cupramontana, nella galleria degli Uffizi a Firenze, nella galleria d’arte a Jesi e in collezioni private.

Il monastero ha ospitato grandi uomini, fra cui i beati Giovanni Maris, Matteo Sabbatini, il beato Paolo Giustiniani, Ludovico e Raffaele Tenaglia, i beati Antonio da Recanati,  Girolamo da Sessa (medico del Papa Leone X), Giustiniano da Bergamo ed altri eremiti in odore di santità. Nel 2000 ne è iniziata una fase intensiva per la ristrutturazione, a cominciare dai rilievi, accompagnati da una serie di progetti  che mirano al recupero di questo meraviglioso luogo.

Per scoprire tutta l’affascinante storia dell’Eremo leggi anche La memoria dei luoghi

#2 – Il bosco incantato

L’eremo è protetto da un’enorme abbraccio, quello del bosco, una profonda gola ricca di vegetazione estremamente rara in tutta la regione, tanto da costituire l’area floristica protetta n.9 della Regione Marche. La vegetazione boschiva è favorita da un particolare microclima e vanta la presenza di numerose specie rare o vistose (ontano nero, capelvenere, giglio rosso, arisaro codato, orchidea piramidale e molte altre ancora…)

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Immersione nel verde

E’ proprio grazie a quest’area così attraente dal punto di vista naturalistica che il luogo assume un fascino ancora più grande. Appena si raggiunge il giardino antistante il monastero si ha l’impressione di essere arrivati in paradiso. Il silenzio e la meditazione sono dolcemente ostacolate solo dai rumori della natura, dal fruscio delle foglie, dall’incessante scorrere dell’acqua e dai melodici canti degli uccelli.

#3 – Come raggiungere l’Eremo dei Frati Bianchi

Raggiungere l’Eremo non è poi difficile, ma ecco alcune indicazioni utili. Dalla superstrada Ancona – Roma prendi l’uscita Apiro Mergo in direzione Apiro per circa 2 Km  fino a quando sulla sinistra non vedi il cartello Bosco ed Eremo dei Frati Bianchi, per chi arriva dal paese di Cupramontana invece basta seguire le indicazioni che dal paese  conducono verso una ripida discesa.

Parcheggiata l’auto dovrai percorrere una via antica che sale per circa un km. Sarai accompagnato dal dolce canto degli uccelli, dall’acqua del ruscello del Corvo e dai tuoi passi che ti condurranno alla scoperta di un angolo davvero incantevole. Dopo questa passeggiata nella natura, piuttosto agevole anche con i passeggini (noi ne avevamo addirittura 2, uno per puffetto), ci si trova dinanzi ad un ampio spazio pianeggiante e non si può far altro che ammirare in silenzio tanta bellezza. Magia e mistero, pace e un silenzio unico, un luogo che sembra uscito dalle fiabe.

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La passeggiata che conduce all’Eremo dei Frati Bianchi con puffetti a bordo

#4 – L’Eremo dei Frati Bianchi oggi

L’eremo è stato restaurato da pochi anni ed è di proprietà privata. La struttura in  diverse occasioni è stata sede di congressi, eventi culturali, mostre e cerimonie di prestigio.

Inoltre non sono pochi i giovani che scelgono questo luogo da favola  incastonato nella roccia e nel cuore delle colline marchigiane per giurarsi amore eterno.

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La cappellina dell’Eremo

Per saperne di più Eremo Wedding

C’è anche la possibilità di vivere più intensamente la magia del luogo fermandosi a riposare in una delle 12 celle dei frati, sapientemente restaurate per ricordare l’antico fascino.

Per tutte le informazioni Eremo.net

#5 – Curiosità

  • Ti voglio avvisare che se come noi sbagli strada rischi di sbagliare anche Eremo…Sì perché poco distante dal più noto e affascinante Eremo dei Frati Bianchi c’è anche l’Eremo dei Frati Neri, chiamato anche Romitella delle Mandriole. Se ci sei arrivato il luogo merita comunque una visita visto che la chiesa di San Giacomo conserva al suo interno un bell’altare in terracotta risalente al 1529.
  • I monaci non hanno lasciato in eredità agli abitanti del posto solo suggestive opere d’arte, a loro si deve anche l’introduzione della coltivazione della vite e della produzione del vino che ha fatto di Cupramontana la “Capitale del Verdicchio”.

Leggi anche ->  Colonnara e le deliziose bollicine di Cupramontana

  • L’eremo dei Frati Bianchi è stato fonte di ispirazione anche per alcune delle poesie di Luigi Bartolini, scrittore nato a Cupramontana nel 1892 e autore tra l’altro del romanzo da cui è stato tratto il famoso film di Vittorio De Sica, Ladri di Biciclette.

 

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Il meraviglioso Eremo dei Frati Bianchi – Photo Credi Giuliano Betti

Per ulteriori informazioni

Scopri altri interessanti itinerari tra le Abbazie e i Santuari delle Marche

Scopri altri itinerari nella provincia di Ancona

Visita il sito Eremo.net

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4 Commenti

  1. Roberta dice

    Brava, bellissimo il tuo blog di viaggi. Vedo che sei molto appassaionata dell’Italia, come me. Anche io ho un blog di Cucina e viaggi in Italia. Se vuoi passa a vederlo Dolci Evasioni di Roberta. Seguirò il tuo blog, perchè sono di Rimini, quasi al confine con le Marche e ci vengo spesso. Sono d’accordo con te che sono una miniera di piccoli e grandi tesori. Basta saperli cercare!
    Ciao!
    Roberta

    1. viaggiesorrisi dice

      Grazie di cuore passami a trovare quanto vuoi e ti porterò a spasso insieme a noi. Le marche sono davvero meravigliose!

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