Il Castello di Nidastore tra leggenda e realtà

di Marta Mancini
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Nidastore è uno dei 9 Castelli di Arcevia, uno dei più piccoli e il più periferico e settentrionale tanto da essere proprio al confine con la provincia di Pesaro Urbino. Il suo nome, Nidastore, deriva da Castrum Nidi Austoris, ossia castello del nido dell’astore, grande uccello rapace che nel Medioevo veniva usato per la caccia.

La figura del rapace compare anche nello stemma del paese la cui costruzione risale al 1200.

Tra i vicoli del Castello di Nidastore – Photo Credit Giuliano Betti

La storia di Nidastore

La storia di questo Castello è piuttosto controversa e intrecciata. Il territorio del paese è stato conteso tra le istituzioni ecclesiastiche e i signori della zona.

Nidastore, conosciuto ai tempi come Massa Sorbetullo, era un grande latifondo appartenente ad un unico proprietario e comprendente i castelli di Palazzo, San Pietro, Loretello, Nidastore e Montesecco.

Nel 1070 la terra passò dal controllo del Vescovo di Senigallia al Vescovo di Fossombrone per ordine del Papa Alessandro II, per poi essere concessa nel 1250 dai Re di Svevia a Corraduccio di Sterletto, fiduciario imperiale. Fino al 1462 la terra fu oggetto di aspre contese tra Fossombrone e Rocca Contrada (al tempo era il nome di Arcevia). Nel 1408 il Castello fu concesso al nipote del Vescovo, Raniero di Taddeo, ma di questo Conte ti racconterò tra poco la storia.

Nel 1462 venne definitivamente concesso a Rocca Contrada e nel 1700 terminò un’altra causa tra gli abitanti di Rocca Contrada e gli uomini di Nidastore che si concluse a favore di questi ultimi. E’ proprio da questo momento che inizia la “Comunanza degli Uomini” originari di Nidastore.

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Tra le vie di Nidastore – Photo Credit Giuliano Betti

Tra storia e leggenda – Ius primae noctis

Nel corso del XV secolo il Conte Raniero di Taddeo, nipote del Vescovo di Fossombrone, divenne padrone assoluto e giudice supremo del territorio. Il Conte esercitò da subito un potere assoluto sul paese e impose il diritto ius primae noctis, cioè il diritto della prima notte con le donne appena sposate.

Così, abitualmente, dopo la cerimonia ed il banchetto, arrivava la carrozza del Conte per prelevare la sposa e portarla nella sua dimora.

Stanchi di questi continui soprusi, gli uomini di Nidastore si ribellarono. Guidati da Cecco di Tocco uccisero il Conte gettandone la testa nel pozzo del castello.

Il Vescovo di Fossombrone, pur non approvando l’omicidio, riconobbe la proprietà dei beni del Conte agli uomini di Nidastore, sia come risarcimento dei gravi affronti ricevuti che come naturale diritto alla successione, infatti alcuni dei  giovani nidastoresi erano proprio figli del Conte.

Devi sapere poi che i lasciti del Conte Raniero, circa 80 ettari di terreno, palazzi e casolari sparsi nel territorio, servirono per opere di pubblica utilità come acquedotti, scuole e ambulatori medici e fu creata una sorta di comunanza agricola per amministrare tali proprietà, che divennero una risorsa sia dal punto di vista sociale che economico.

Ancora oggi a Nidastore ha sede ed è attiva da 600 anni  l’Associazione degli Uomini di Nidastore.

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Scorcio del Castello di Nidastore – Photo Credit Giuliano Betti

Cosa fare e vedere a Nidastore

Quando andrai a Nidastore per visitare questo borgo perfettamente intatto e pieno di storia ti consiglio di fare una sosta alla Chiesa di San Sebastiano e a quella di Sant’Anna posta fuori dalle mura.

Ristorante Osteria Nido dell’Astore

Una sosta golosa è d’obbligo anche al Ristorante Osteria Nido dell’Astore. Un ristorante tipico dove potrai degustare i sapori più autentici della cucina locale. Fermata assolutamente consigliata per chi vuole conoscere il territorio attraverso i suoi prodotti e le sue eccellenze.

Proprio nel sito dell’Osteria ho trovato questo scritto che mi è piaciuto e ti riporto di seguito…

“Nidastore, il tuo nome una storia contiene. Nido d’Astore una volta era definito poichè il falco Astore il suo nido vi aveva costruito. Il nido, lentamente, un castello è diventato, dalle mura circondato e dal suo signore “Don Rodrigo” dominato. Mentre nel Medioevo, per il despota la vita serena vigeva, “Don Rodrigo” il diritto alla prima notte di nozze da loro esigeva. I mariti, a lungo andare si stancaron, il Signore trucidaron e la testa nel pozzo del Castello gettaron. Siccome “Don Rodrigo” un parente nel prelato aveva, alle sue malefatte rimedio trovar doveva. Vescovo costui era, e quando dell’accaduto fu informato per la sua reputazione era preoccupato, così per farsi perdonare, la proprietà di “Don Rodrigo” ai mariti decise di donare. per secoli e secoli l’eredità continuò tanto che agli uomini di Nidastore oggi arrivò. Voi che al Nido d’Astore spero verrete qualcosa della sua storia in più ora saprete. Speriamo che tutto ciò vi sia gradito. Vi aspettiamo augurandovi Buon Appetito!”

Ristorante Nido dell’Astore si trova a Nidastore di Arcevia in Via Nidastore, 24

Consigliata la prenotazione al 0731 982174 o al 366 3086174

Mail nidodellastore@virgilio.it

Sito Web www.nidodellastore.it

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Osteria Nido dell’Astore – Photo Credit Giuliano Betti

Come arrivare a Nidastore

Nidastore si trova in provincia di Ancona ed è una frazione del comune di Arcevia.

I Castelli di Arcevia

In ultimo ti ricordo che i castelli di Arcevia sono 9, uno più bello dell’altro, ecco i nomi:

loretello arcevia

Loretello, uno dei 9 castelli di Arcevia

piticchio porta

palazzo di arcevia

Palazzo di Arcevia – Photo Credit Giuliano Betti

… e naturalmente Nidastore, del quale ti ho appena raccontato la storia tra leggenda e realtà.

nidastore arcevia

Nidastore – Photo Credit Giuliano Betti

 

Un ringraziamento particolare a Giuliano Betti che con i suoi scatti rende questo articolo ancora più interessante.

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