Ritrovata “La Quiete” a Treia, emozioni a Villa Spada

di viaggiesorrisi

Ci sono luoghi che le immagini non possono raccontare. Luoghi che profumano di storia, parlano d’amore e rimangono nel cuore…per sempre! Villa Spada chiamata anche Villa La Quiete è uno di questi. Non sono di Treia, ma l’emozione che mi ha regalato la visita in questa residenza storica faccio fatica ad esprimerla a parole.

villa spada ingresso

Ingresso a Villa Spada

Villa Spada sorge su un’altura a pochi Km dal centro di Treia  (uno dei borghi più belli d’Italia) in contrada San Marco Vecchio. E’ circondata da un parco di oltre 2 ettari, immersa tra tigli, lecci e querce, arricchita da ampi viali e sentieri sinuosi che le donano un aspetto fiabesco.

villa spada facciata

Facciata Villa Spada

Inizio a raccontarti un po’ di questa bella fiaba…
Nel 1036 il luogo ospitava la chiesa di San Savino, poi divenuto nel 1579, il convento dei padri Cappuccini.
Il convento restò operante fino alle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi nel 1810 e nel 1812 venne acquistato dal gonfaloniere di Treia il Sig. Angelini, che affidò al famoso architetto Giuseppe Valadier il suo progetto di Casino di campagna.  Pochi anni dopo (1828) la villa divenne di proprietà del conte Lavinio De Medici Spada noto letterato, uomo politico e mineralista. Pensa che a lui è dedicato addirittura un minerale la spadaite.
In questo angolo di paradiso, il conte si rifugiò lontano dal mondo con la sua amatissima moglie Natalia Komar.
Così la scrittrice e poetessa  Dolores Prato che visse la sua infanzia a Treia narra di questo luogo:

Era vicino al paese, ma più bassa, stava su una collinetta tutta sua. Cancelli e case di custodia erano in basso e un lungo viale alberato allontanava e nascondeva. La villa dedicata alla quiete, distaccata, ma vicina, aveva una sua chiesetta dedicata al dolore. Pareva che tutto fosse stato fatto per essere recinto e chiuso, anche il bosco, e quel che dentro si apriva, restava chiuso alla vista.

Dolores Prato                                                                                                                                                           “Giù la piazza non c’è nessuno”

Lavinio fece di quel complesso, uno spazio amico ai suoi interessi, alle sue passioni, alle sue attività, lì creò il suo universo e diede il compito ad una cinta solide mura di proteggerlo dal mondo esterno. Alla morte di Lavinio Spada, la proprietà passò prima al fratello Alessandro, poi al nipote Tommaso e poi venduta. Si racconta di numerosi cambi di proprietà. La dimora poi utilizzata durante la seconda guerra mondiale come prigione e campo di internamento femminile. Negli anni successivi e in particolare dagli anni Sessanta fino agli anni Ottanta Villa Spada venne utilizzata come Scuola dell’Infanzia.

Immagina la voce commossa dei presenti alla visita guidata, immagina l’emozione di chi in quel luogo ha passato i primi anni della vita…ed erano in tanti a dire:
Sai, mi ricordo che in quell’angolo…
Tanti anni fa qui c’era…
Ricordo che…
Io non facevo altro che spostarmi di qua e di là a caccia di racconti, aneddoti e di vicende che nei libri non trovano spazio, ma vengono conservati nel cuore di chi quel luogo l’ha vissuto in prima persona.
panorama da Villa Spada

Belvedere da Villa Spada

E come ogni fiaba, c’è dietro a Villa Spada la storia di un grande amore, un amore eterno, quello che unisce Lavinio Spada e la cara moglie, Natalia Komar. Fu la morte della sua signora a sconvolgere i sogni di Lavinio che decise di dare alle fiamme i versi a lei dedicati con la volontà di escludere e dimenticare tutto ciò che fosse in grado di turbare la sua diletta Quiete. Niente però riuscì a spegnere quell’amore profondo, così grande da far trasformare la dimora del conte Spada fino a farla diventare quasi in un mausoleo. Fece infatti realizzare all’interno della villa un Pantheon proprio in memoria della sua adorata moglie scomparsa. Con lo stesso amore e passione continuò ad arricchire giorno dopo giorno il parco con roseti e piante di ogni specie. Furono catalogate oltre diecimila specie di piante e fiori coltivate da Lavinio, collezioni di anemoni, azalee, camelie, crisantemi, dalie, garofani, rose, verbene e viole, palme e cicadacee.
orto Villa Spada

Un angolo speciale di Villa Spada

Ad ammirare quest’amore e la grandiosità di questa residenza c’erano tutti, dalle istituzione ai bambini, dagli anziani ai giovani, dalle donne agli uomini, dai treiesi ai marchigiani, perfino dei migranti che si sono resi partecipi nel progetto di recupero di questo complesso.
Tutti con l’intenzione di godere di questo spettacolo e di riprendere possesso di quel luogo che per tanti anni, forse troppi, era stato lasciato abbandonato a se stesso.
Devo ammettere che sbirciando all’interno della Villa la tristezza ha preso un po’ il sopravvento… quanta storia distrutta e quanti tesori persi nel nulla.
finestra Villa Spada

Vetrate dai mille riflessi

Non mi sento di fare polemica, credo ne siano state fatte abbastanza in merito allo stato di conservazione della storica dimora, ho solo un desiderio, grande, che credo sia quello di ogni treiese, di ogni marchigiano e di ogni persona che ami riprendere possesso della sua storia, delle sue radici, far ritrovare a questo luogo magico la sua “Quiete” e dia a  questa favola un lieto fine.
finestra VIlla Spada rotta

Porte che profumano di storia

E non sia solo il privilegio di un grande giorno quello di poter passeggiare lungo i viali del complesso, di poter percorrere i sentieri insieme a qualche scoiattolo e fermarsi meravigliati ad ammirare un panorama che appare quasi un dipinto e  arriva fino al mare.
Chissà, che questa Villa non diventi un parco storico, lo spazio verde della città, dove grandi e piccini potranno ritrovare il profumo di fiori, l’odore della terra, il sapore vero della nostra storia, chissà che un giorno, forse non troppo lontano, la “Quiete” regni sovrana dopo tante tempeste.
Ce lo auguriamo tutti, ce lo auguriamo di cuore!
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Ti lascio con questa vista dalla magnifica piazza di Treia con l’intenzione di tornarci e fermarmi qualche giorno per poterti poi descrivere tutto il fascino di questo borgo!
un angolo di Treia

Panorama dal borgo di Treia

 Per saperne di più

Visita il sito Oh mia diletta Quiete

Visita il sito Treia Turismo

 

 

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