L’acqua di San Giovanni e la tradizione popolare

“La guazza  de San Giovanni guarisce tutti li malanni”

Recita così uno dei tanti proverbi marchigiani che vengono tramandati di generazione in generazione.

Oggi ti voglio raccontare di una tradizione che solo in pochi portano avanti ma che merita di essere ricordata e riscoperta.

Come preparare l’Acqua di San Giovanni

La ricetta dell’acqua di San Giovanni è semplice, acqua, fiori ed erbe.

Ci vuole una bacinella (meglio non di plastica) acqua di fonte, erbe e fiori.

La tradizione vuole che le erbe e i fiori debbano essere possibilmente raccolti da mani di donna o di bambino durante il tramonto del 23 Giugno.

Ma quali erbe e quali fiori vanno raccolti?

Tante, tutte quelle dalle comprovate proprietà particolari di guarigione.

Ecco le piante che secondo la tradizione non debbono mancare:

  • l’ Iperico, ritenuto scacciadiavoli, chiamata anche il fiore di San Giovanni perché, sfregandone i petali, le dita si macchiano di rosso: il “sangue del santo”, 
  • la Valeriana che regala quiete,
  • l’Alloro che dà forza,
  • la Melissa, l’erba dell’allegria,
  • l’ Assenzio, pianta legata a Diana, protettrice della buona salute delle donne,
  • il Finocchio selvatico, per proteggere dagli inganni,
  • l’Avena per portare abbondanza,
  • e tanti petali di fiori selvatici e non, come le rose, i papaveri, le ginestre… insomma tutte le erbe e i fiori che trovate!

L’acqua di San Giovanni deve essere lasciata fuori nella notte tra il 23 e il 24 Giugno perché la luce della luna prima e la rugiada poi arricchiranno i suoi poteri curativi. Nonna mi diceva di recitare una preghiera mentre raccolgo le erbe e una prima di lavarmi almeno il viso con l’acqua di San Giovanni, la mattina della festa.

La mattina del 24 Giugno ci si deve lavare il viso e il corpo con questa acqua profumata, come in un rito sacro e misterioso tramandato da generazioni per allontanare i malanni, l’invidia e la gelosia.

La notte di San Giovanni

La notte di San Giovanni è sempre stata, fin dai tempi antichi, considerata una notte piena di magia.

Gli antichi credevano che in questa notte “cadde la rugiada degli Dei”, leggenda nata dalla credenza che il solstizio d’estate sia la porta attraverso la quale gli dei facevano passare i nuovi nati sotto forma di rugiada.

La leggenda narra che durante questa notte il sole, rappresentato come il fuoco, si sposi con la luna, rappresentata come l’acqua, e da questa credenza nascono i riti dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. I

In questa notte le piante e i fiori vengono influenzati da una particolare forza

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