L’Eremo di Santa Sperandia e i 430 gradini verso la Grotta

L’Eremo di Santa Sperandia è un luogo speciale nascosto in mezzo ai boschi. Per raggiungere la grotta che fece da rifugio a Sperandia, la Santa Patrona di Cingoli, bisogna scendere ben 430 gradini. Ti assicuro però che ne vale assolutamente la pena, anche solo per respirare la pace e la spiritualità di questo luogo. 

Come raggiungere l’Eremo di Santa Sperandia

“Solo” 430 gradini e circa 20 minuti di cammino ti separano dall’Eremo dove visse per alcuni anni Santa Sperandia.

La Grotta di Santa Sperandia si trova sul Monte Acuto e per raggiungerla puoi passare da Treia, prendendo per la frazione di San Lorenzo, o da Cingoli, seguendo la strada per San Severino Marche e le indicazioni verso la Grotta. Basterà inserire nel navigatore o nel tuo cellulare le seguenti->> coordinate di google maps per ritrovarti nel punto di inizio del percorso.

Ti informo che l’ultimo km circa lo percorrerai per una strada imbrecciata e un po’ accidentata ma comunque percorribile anche in auto. Dal bivio indicato puoi scendere verso l’Eremo di Santa Sperandia e dopo potrai iniziare il percorso dei 430 gradini.


Chi vuole fare un percorso ad anello può arrivare al tratto dei gradini e proseguire sulla discesa, piuttosto ripida ma percorribile, facendo un po’ di attenzione. Ad un certo punto, scendendo, incontrerai un bivio, qui devi proseguire verso destra e al successivo bivio sempre a destra. Lungo il percorso incontrerai l’acqua di Santa Sperandia.

Si tratta di una buchetta rettangolare scavata nella roccia, la tradizione vuole che si sia formata per essere utilizzata da Santa Sperandia. Questa rimane sempre piena anche nei periodi di siccità.

Questo percorso ad un certo punto risale e si ricongiunge con il sentiero principale che porta proprio all’Eremo di Santa Sperandia. Per il ritorno consiglio comunque di percorrere tutta la strada con i 430 gradini per fare il percorso ad anello.

La Storia di Santa Sperandia

Santa Sperandia, Patrona di Cingoli, visse tra il 1216 ed il 1276. Giovanissima lascia la sua Gubbio, scalza, vestita da una pelle di porco e da una cintura metallica, iniziando il suo pellegrinaggio nell’Appennino centrale, fino ad arrivare a Cingoli.

Dopo alcuni anni passati in solitudine nella Grotta del Monte Acuto, la Santa si recò nel Monastero benedettino di Cingoli. Oggi la Santa viene venerata e ricordata a fine Agosto con un pellegrinaggio alla Grotta. Il corpo di  Santa Sperandia,  nonostante siano passati svariati secoli dalla sua morte, è ancora intatto. Le spoglie mortali della patrona di Cingoli sono custodite in un’urna nell’omonimo Santuario.

I miracoli di Santa Sperandia

Santa Sperandia guarì numerose persone da svariate malattie e compì molti altri prodigi. Con il segno della croce la Santa operava prodigi, con particolare predilezione verso i fanciulli infermi, le donne sterili e i carcerati.

Diversi i miracoli attributi alla Santa tra i quali anche il Miracolo delle Ciliegie. 

Si narra che ai tempi la chiesa avesse bisogno di riparazioni quindi furono chiamati alcuni muratori. Era inverno e la Santa si avvicinò agli operai chiedendo se avevano bisogno di qualcosa. Uno dei muratori rispose scherzando:

“Oh madre, gradirei delle ciliegie!”.

Sperandia si allontanò e tornò dopo qualche minuto con un cesto di ciliegie, tra lo stupore dei muratori. Il miracolo è immortalato anche in un quadro presente nell’altare maggiore della Chiesa di Santa Sperandia.

Consigli utili 

Vale la pena dedicare una mezza giornata alla scoperta di questo luogo aggiungendo anche l’escursione alla Roccaccia, sentiero che ti racconterò in un altro articolo.

Cerca di evitare le ore più calde della giornata nei mesi estivi.

Il percorso per raggiungere la Grotta di Santa Sperandia è adatto anche ai bambini ma non è percorribile con il passeggino.

Lungo il percorso non ci sono fonti d’acqua quindi porta con te una borraccia e uno snack.

Non sono necessarie le scarpe da trekking ma si consigliano scarpe comode e con fondo non liscio per evitare di scivolare.

Questo è un luogo speciale e va preservato. Attraversalo in maniera responsabile, non lasciare rifiuti e non raccogliere fiori, mi raccomando!

A pochi Km della Grotta puoi fermarti nell’area verde di San Lorenzo di Treia.

Cosa vedere nei dintorni dell’Eremo di Santa Sperandia

Nei dintorni vale la pena fare una sosta anche a:

  • Elcito il tibet delle Marche
Elcito chiamato anche il tibet delle Marche o il paese del vento
Elcito, il Tibet delle Marche – Photo Credit William Battistini

 

 

Mongolfiere a Cingoli – Photo Credit Gianluca Storani
San Severino Marche
San Severino Marche – Photo Credit William Tallevi
  • Treia uno dei borghi più belli d’Italia

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Articolo pubblicato il 29 Giugno 2020

 

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