Jesi, la città dei campioni e delle cAmpionesse

di viaggiesorrisi

Jesi è nota in tutto il mondo grazie ai suoi campioni, oltre ad essere la “Betlemme” dell’imperatore svevo Federico II. Credo che nella città si nasconda qualcosa di magico che rende questo luogo la culla ideale per ogni atleta che voglia emergere ed arrivare in alto.

Jesi cittadina marchigiana la conoscono tutti o quasi, in genere non ha bisogno di tante spiegazioni e collocazioni geografiche. Attorno alla città storica ci sono i castelli di Jesi, un tempo i territori gradualmente conquistati dal Contado di  Jesi, oggi famosi più che per la storia per il buon vino, il pregiato Verdicchio, ricavato dal vitigno che cresce nei dolci versanti collinari della Vallesina.

Ma oggi più che di storia, monumenti e palazzi (prossimamente ti racconterò anche di quelli) ti voglio parlare della Jesi sportiva, dei suoi campioni e soprattutto delle sue cAmpionesse.

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Jesi, la città dei campioni

Lo jesino più noto e anche il più famoso è probabilmente Roberto Mancini (del quale tra l’altro porto orgogliosamente lo stesso cognome), prima grande calciatore e poi allenatore entrato anche a far parte dell’Hall of Fame dei mister italiani.

Jesino e quindi marchigiano (lo dice anche il cognome) è anche il portierone Luca Marchegiani, questi i due nomi più noti del calcio jesino.

La squadra maschile di calcio di Jesi milita in serie D. Più in alto è invece il basket, con l’Aurora che è in serie A2, dopo recenti trascorsi anche nella massima serie. La gloriosa pallavolo femminile targata Pieralisi, in passato più volte vicina alla conquista dello scudetto, è stata promossa quest’anno in B2. Altra promozione importante è arrivata dal Rugby jesino che ha raggiunto la serie B.

Ma lasciamo per un attimo gli sport di squadra e torniamo ai campioni.

Marisa Canafoglia è meno nota a causa della minor visibilità dello sport da lei praticato, ma non certo per suo demerito visto che ha dominato la scena del pattinaggio mondiale per molti anni conquistando 30 volte il titolo italiano assoluto, 20 il titolo europeo, 12 volte il titolo mondiale.

Jesi è anche sinonimo di scherma. E’ infatti la culla di tantissimi campioni e campionesse che negli anni hanno portato in alto il nome dell’Italia in tutto il mondo, ma tutto inizia dal grande maestro Triccoli.

Lo sai dove ha imparato la scherma Ezio Triccoli?

Tutto ebbe inizio in Sudafrica, durante la seconda guerra mondiale e si trovava nel campo di prigionia di Zonderwater, apprese quest’arte grazie ad un sottufficiale inglese. Al ritorno in patria Ezio fonda la scuola di scherma dove inizia ad insegnare la disciplina ai ragazzini crescendo dei talenti immensi.

I nomi li conosci già vero?

Stefano Cerioni, grande campione olimpionico ora allenatore della nazionale russa,

Giovanna Trillini è una schermitrice ed ora maestro di scherma, non ti elenco tutti i suoi successi perché ha un palmares da far invidia a chiunque, ti dico solo che ad appena 13 anni ha risposto alla sua prima convocazione in nazionale, a soli 14 anni ha vinto la prima gara di Coppa del Mondo e a 16 ha addirittura vinto il suo primo mondiale assoluto conquistando l’argento nella gara a squadre,

Elisa Di Francisca campionessa olimpionica in carica (ha vinto la medaglia d’oro a Londra nel 2012 sia nell’individuale che nella prova a squadre) e anche lei sta raccogliendo medaglie e premi in tutto il mondo,

Valentina Vezzali ex schermitrice (ha annunciato da pochi giorni il suo ritiro), vanta il primato di prima schermitrice al mondo a essersi aggiudicata tre medaglie d’oro olimpiche individuali in tre consecutive edizioni, più altri tre ori olimpici nelle gare a squadre, non ti elenco tutte le sue vittorie perché la lista è pressoché infinita.

E proprio a casa di Valentina Vezzali in questi giorni c’è aria di grande festa.

Sì, perché il marito della grande schermitrice, Domenico Giugliano, da allenatore ha conquistato insieme alla sue ragazze la serie A di calcio femminile! Forse ne avrai sentito parlare o forse no, visto che il calcio femminile è ancora (e spero per poco) uno sport dimenticato da tanti, il fratellastro di un calcio maschile ricco di soldi e interessi, ma in fondo il calcio è di chi lo ama no?

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La formazione Jesina (photo credit Jesina Calcio Femminile)

E sì, proprio così, perché dietro al calcio in rosa c’è un mondo fatto di passione e sacrifici, di gioia ed entusiasmo che ha vissuto proprio a Jesi momenti di grandi emozioni e visto finAlmente coronato un sogno inseguito da  tempo.

Oggi vorrei mettere in vetrina proprio l’impresa di queste cAmpionesse!

Una storia, quella della Jesina Calcio Femminile, lunga quasi 20 anni fatta di tanti momenti speciali, oltre che di persone  eccezionali, ognuna delle quali a modo suo ha scritto un pezzo di questa favola. Scrivendo devo ammettere che ho i brividi dall’emozione perché sento di essere stata per tanti anni (e magari di essere ancora oggi) parte di questa favola.

Mi sento come una damigella (una delle tante) che ha accompagnato questa Cenerentola – Jesina nella lunga rincorsa alla conquista di un sogno che ora sembra davvero essere diventato realtà.

C’era una volta…

(ogni fiaba che si rispetti inizia proprio così) un gruppo di ragazze che si divertiva tirando calci ad un pallone. Quella passione la sentivano dentro al cuore e pensarono quando sarebbe stato bello creare una squadra proprio a Jesi. Bussarono tante porte fino a che non trovarono un imprenditore che si innamorò del loro progetto. All’inizio non furono subito rose e fiori, ma solo tante pallonate. Ma giorno dopo giorno, partita dopo partita le cose andarono sempre meglio. Di acqua sotto i ponti ne è passata dalle prime partite, come di giocatrici allenatori e dirigenti, ognuno ha lasciato la propria impronta lungo il cammino e ora la strada che prima sembrava in salita sembra essere più dolce. Il resto della favola deve ancora essere scritto, mi piace pensare che il meglio debba ancora venire.

Alle campionesse di oggi il merito di essere arrivate in alto di aver creduto e di aver lottato con il cuore, a quelle di ieri l’onore di aver percorso tanta strada, per la Jesina di domani un sogno da custodire con cura e da alimentare giorno dopo giorno.

Vorrei trasmetterti solo un po’ di quella passione che si respira nel campo di calcio femminile, dove i soldi non ci sono, e a volte neanche l’erba, solo terra, sassi e tanti sacrifici.

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La Jesina in trasferta (photo credit Jesina Calcio Femminile)

Vorrei raccontarti di quando dopo una trasferta infinita dall’altra parte dell’Italia si ritornava a casa tardi e la sveglia suonava presto per andare a lavoro. Vorrei raccontarti dei sabato sera a letto presto perché domani c’è la partita. Vorrei raccontarti dei km infiniti per andare ad allenarsi (io da maceratese ogni settimana ne percorrevo oltre 300 solo per allenarmi e ti posso assicurare che c’è chi ne ha fatti molti di più) anche senza prendere una lira (o meglio un euro). Vorrei raccontarti della stanchezza e tristezza quando la partita nonostante tutto finiva male…vorrei raccontarti di quanto queste ragazze oltre sono speciali!

Ma vorrei raccontarti soprattutto della gioia, di quella gioia infinita che solo a pensarci mi emoziono e che non riesco a descrivere a parole. Vorrei raccontarti di quell’essere squadra ma soprattutto una famiglia dove ognuno con le sue difficoltà e i suoi difetti si sente coccolato ed amato.

Ti vorrei parlare di tanti, forse tantissimi personaggi  che di questa Jesina hanno scritto pezzi importanti. Ti vorrei raccontare di ogni ragazza, dirigente e allenatore che ha indossato quella maglia biancorossa e ti assicuro non ti annoieresti neanche un attimo a sentire le loro storie, fatte di aneddoti e curiosità che farebbero sorridere anche il Brontolo più imbronciato.

Ognuno con il suo soprannome, i suoi segni particolari e a volte anche le sue mancanze, ognuno che varcata la soglia di quel campo diventa  meravigliosamente speciale. Per non fare torto a nessuno non scrivo nomi e neanche cognomi, ma ti posso assicurare che la lista è davvero lunga e parte da molto lontano, da molto prima delle campionesse di oggi, parte da chi giorno dopo giorno ha iniziato mattone dopo mattone a mettere in piedi il castello di questa Cenerentola.

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La Jesina festeggia la promozione in serie A (photo credit Jesina calcio femminile)

Ti vorrei raccontare, ma a volte le parole non bastano, le emozioni bisogna viverle e

La gioia è fatta per essere condivisa.

E allora che ne dici di vivere insieme a queste eroine la grande festa?

Domenica 22 maggio al Cardinaletti dalle ore 15,30 va in scena lo spettacolo.

Prima la partita delle leonesse jesine, l’ultima di campionato e poi una festa alla quale vorrei ci fossi anche tu, tifoso di calcio, appassionato di sport, semplice jesino curioso, per conoscere una realtà che emoziona, che trasmette passione pura e che per almeno per una volta merita di avere addosso tutti i riflettori del momento.

L’ingresso è libero e il divertimento assicurato!

E allora tutti allo stadio con trombe e trombette, tamburi e sonagli, fischi e fischietti e tutti insieme alla festosa carovana biancorossa e a queste campionesse che dopo tanti anni di ultime pagine riescono finalmente ad essere in prima pagina!

Unisciti all’incredibile macchina dei fans jesini, genitori e amici delle ragazze che seguono da anni con lo stesso amore e la stessa passione delle giocatrici la squadra e se sentendo uno dei cori ti verrà voglio di cantare, non ti trattenere, urla a squarciagola….

Jesina oh oh, Jesina oh oh oh la curva impazzisce per te…Jesina Jesina olè!

A qualcuno magari verrà anche la voglia di giocare, forse anche a me…in fondo ho solo 23 anni no? Insomma siamo a Jesi, il luogo ideale per far crescere campioni e campionesse e la storia ancora una volta lo conferma.

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