5 cose da non perdere a Montefabbri

Impossibile rimane indifferenti scorgendo da lontano la meraviglia del borgo medievale di Montefabbri.

Stretto tra il fiume Foglia e il torrente Apsa, sorge nel Montefeltro, area della Provincia di PesaroUrbino, nelle Marche settentrionali, su di un colle del crinale che da Colbordolo porta alla città patrimonio dell’Unesco Urbino. Un borgo dove il tempo si è fermato e dove un silenzio e una pace accolgono il viaggiatore che curioso si addentra per le viuzze del paese. Lasciati avvolgere dal suo mistero, dalla sua serenità, dal suo ritmo ancora oggi scandito dei rintocchi delle campane. Montefabbri è “nido” perché cinge con le sue mura quel cumulo di case alle quali dona  protezione e famigliarità. Non è difficile difatti entrando nel paese trovare qualcuno che ti accolga con un sorriso, un saluto o che abbia voglia di raccontarti un pezzo della storia del suo Montefabbri. E tra un ricerca nel web e una bella chiacchierata con abitanti del luogo ecco a grandi linee la storia di questo borgo.

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Montefabbri uno dei borghi più belli d’Italia

 

#1 – La storia di Montefabbri

Non si conoscono bene le origini del nome, deriva presumibilmente da Monte Fabrorum, ovvero il castello della famiglia dei Fabbri, così come incerte sono le origini del luogo ma si pensa che i primi insediamenti risalgono all’epoca dei Romani, in tempi successivi le sorti di Montefabbri vennero legate a quelli di Rimini con i Malatesta e di Urbino con i Montefeltro che usarono il borgo come presidio difensivo strategico lungo la strada che porta verso il mare. Nel 1500 i signori del borgo divennero i Conti Paciotti, che regalarono un periodo di prosperità agli abitanti dato nuovi stimoli all’attività artigianale (soprattutto lavorazione di ceramiche). I Paciotti governarono per generazioni fino a quando nel 1744 il ducato di Urbino passò allo Stato Pontificio. In questo periodo la popolazione visse un periodo di carestie, privazioni e banditismo. Trascorsi i primi difficili e turbolenti anni di Regno d’Italia Montefabbri nel 1868 perse l’autonomia amministrativa e fu definitivamente annesso al Comune di Colbordolo, oggi Comune di Vallefoglia. Montefabbri chiusa nelle sue mura e orgogliosa delle sue genti è nota per avere dato i natali al Beato Sante Brancorsini, ora venerato in un altro bellissimo borgo della zona, Mombaroccio, dove gli è stato dedicato il Convento dei francescani detto oggi il Convento del Beato Sante.

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Montefabbri visto da lontano

 

#2 – Passeggiare per il borgo

 

porta di montefabbro
Porta d’ingresso al paese

Prima di entrare nel borgo lasciati affascinare da un panorama e da un colpo d’occhio che emoziona. Varca la porta d’accesso recentemente ristrutturata ma che mantiene le caratteristiche dell’antica porta medievale nonché le stesse dimensioni, così da lasciar fuori camion e mezzi pesanti che non potranno mai rompere il silenzio pacato del borgo. Qualche felino fiero si aggira nel luogo e fa da guida lungo le viuzze dove si notano piccole case che conservano ancora i segni della povertà originaria ma che appaiono così belle e affascinanti perché immerse in un panorama da favola, fatto di colline campagne e ancora pace. La frenesia non è la padrona delle vite dei pochi eletti che vi abitano, sono gli uccellini a rendere più dolce il risveglio del mattino e le stagioni, a scandire le giornate lavorative definendone la lunghezza, hanno scoperto di avere in mano una grande fortuna e tengono stretto al cuore il loro tesoro.

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Panorama da Montefabbri

All’interno non ci sono ristoranti, solo un piccolo bar  ma ho sentito palare di un’iniziativa davvero unica, “a cena in famiglia” un evento organizzato dall’associazione Un paese cento storie, dove anche le case degli abitanti di Montefabbri si aprono per guidare l’ospite in un itinerario del gusto, accompagnato dai racconti dei nonni e dalle storie del borgo. “A cena in famiglia” significa accogliere in casa amici sconosciuti, passeggiare insieme a loro per borghi e castelli alla scoperta delle storie dimenticate, così che non  rimangano tali ma tramandate negli anni.

 

 

#3 – Visitare la Pieve di San Gaudenzio

scorcio del campanile

Alta 25 m, svetta verso il cielo la quattrocentesca torre campanaria della pieve di San Gaudenzio, una delle più antiche dell’Arcidiocesi di Urbino. Questa Pieve, sorta tra il VII e il VIII secolo, è dedicata al vescovo di Rimini martirizzato nel 360. All’interno opere decorative realizzate con la tecnica povera della scagliola, tutte in bianco e nero e del medesimo autore. Si tratta di paliotti, pannelli e lapidi risalenti alla fine del XVII secolo. Il paliotto più bello è quello dell’altare maggiore  e rappresenta San Francesco da Paola intento nella preghiera. Tradizione vuole che sul catino del battistero, ricavato da un cippo marmoreo romano, sia stato battezzato il Beato Giansante Brancorsini di Montefabbri. La chiesa è ricca di marmi ed ha una cripta del XII secolo in stile gotico dove sono custodite le spoglie di Santa Marcellina. Tanta la devozione che i cittadini del borgo hanno per Santa Marcellina alla quale è dedicata la vera festa religiosa del paese e la solenne processione che si svolge a fine Luglio. Altra festa che però mi riferiscono i Montefabbresi non sentono propria, tanto sono attaccati e gelosi delle proprie tradizioni, ma che vede protagonista il palcoscenico naturale di Montefabbri è la Fiesta Global, un Festival di spettacoli e artisti provenienti da tutto il mondo che per un weekend anima in maniera festosa le vie del borgo.

 

#4 – Ammirare il panorama dal Monte di Corbordolo

 

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Parco del Monte di Colbordolo

Dopo aver passeggiato nel paese, esserti fermato ad ammirarne ogni angolo, dopo aver scambiato qualche parola con gli abitanti del borgo, dopo aver recitato una preghierina nella pieve di San Gaudenzio, ti consiglio di dirigerti verso il Monte di Colbordolo. Dopo una serie di curve e sali e scendi si arriva in cima a quel luogo oggi purtroppo lasciato al degrado ma che regala comunque un panorama incantato. C’è un parco con dei giochi dove i bimbi possono divertirsi e una pineta davvero bella dove potersi addentrare per “nascondersi dal mondo”. Dall’alto del parco tra gli alberi rigogliosi fermati e siediti a contemplare un silenzio che spesso non abbiamo nelle nostre vite sempre piene di tutto, ma spesso vuote dell’essenziale…e ricordati l’insegnamento che ci ha lasciato il Piccolo Principe:

 

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

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Veduta panoramica dal parco

 

#5 – Degustare delizie alla Fattoria del Borgo 

 

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La fattoria del borgo

Prima di lasciare Montefabbri voglio darti un ultimo consiglio, non dimenticare di portarti a casa un souvenir che rappresenti i sapori e gli odori del luogo. E allora fermati alla Fattoria del Borgo e fai il pieno di delizie locali. Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta tra confetture, succhi, il miele e il vino, un’ottima visciolata o uno sciroppo ai fiori di Sambuco. Tutto rigorosamente prodotto e trasformato dall’azienda agricola con metodo biologico. La Fattoria del Borgo è una fattoria didattica con tantissimi progetti attivi che cercano di far riscoprire la bellezza delle cose semplici e genuine. I prodotti tipici della zona sono il vino e l’olio, che non mancano nella tavola dei Montefabbresi, così come l’ottima crescia che si accompagna con i salumi locali, la cucina esalta anche funghi e tartufi, il formaggio pecorino e quello di fossa. Non accontentatevi di ammirare questo borgo da lontano o soltanto di una breve passeggiata, assaporatene l’odore antico, la bellezza sempre intatta, la sapienza con la quale rimane conservato negli anni grazie all’amore di chi orgoglioso difende ancora le sue mura. E se dopo questo tour davvero emozionante non sai dove fermarti a riposare, prendi carta e penna e scrivi questo nome, Ca’ Virginia.

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Ca Virginia

Dove dormire a Montefabbri

A pochi km da Montefabbri un angolo di paradiso immerso nella campagna, curato in ogni dettaglio, silenzioso e rilassante. La qualità del sonno è eccellente, come eccellente è la cucina della locanda interna che propone sapori genuini e di qualità arricchiti con un pizzico di fantasia dallo Chef.   Il rustico padronale dei primi del 14° secolo è stato sapientemente ristrutturato ponendo anche la massima attenzione all’ecologia e all’ambiente. Un luogo ideale per tutte le attività all’aria aperta tanto da essere inserito nella lista dei Road Bike Holidays. Un piccolo ma grazioso e completo centro benessere completano l’offerta. Noi nel nostro breve weekend non abbiamo avuto modo di provarlo e quindi abbiamo una scusa in più per tornare in queste zone e godere ancora delle bellezze di quel borgo che tanto ci ha attratto.

 

Per ulteriori info e prenotazioni visita il sito Country House Ca’ Virginia

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Sala ristorante

 

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Per saperne di più 

Scopri altri interessanti itinerari tra Pesaro e Urbino

 

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. Alessandro dice

    Ciao bell’articolo complimenti,soprattutto per aver scoperto questa meraviglia!
    Mi ha fatto un po sorridere il commento a Fiesta Globàl che gli abitanti non sentono propria..che è vero,confermo..ma aggiungo che grazie anche a questo festival il borgo sta rimanendo vivo perché moltissima gente anche straniera ha conosciuto il castello in questi anni..uscendo dall’anonimato in cui versava..
    Grazie della recensione e grazie a Montefabbri!!!

    1. viaggiesorrisi dice

      Grazie Alessandro, mi piacere raccontare l’Italia minore cosi bella e tutta da scoprire, mi piace raccontarla attraverso gli occhi degli abitanti…è proprio da loro che ho preso il commento sulla Fiesta Global…chissa’ non la amano perché non fa parte delle loro tradizioni alle quali mi sembra di aver capito sono molto legati…a presto!☺

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