5 cose da non perdere a Corinaldo (An) – Il Paese dei Matti

Corinaldo si trova nel cuore delle Marche, in provincia di Ancona.  In posizione strategica adagiato sopra ad un colle tra i torrenti Misa e Cesano, Corinaldo si racconta che fu edificata dagli abitanti  di Suasa in fuga dall’invasione dei Goti.

Lo chiamavano scherzosamente il paese dei matti, appellativo curioso e divertente che non sminuisce i corinaldesi ma li rende forti del proprio ingegno. Gli abitanti di questo delizioso borgo medievale, o almeno alcuni di essi, sono noti per la loro furbizia, astuzia e per l’ingegno che sono abituati ad utilizzare per affrontare la vita.

Che ne dici di andare subito a scoprire cosa non perdere nella visita del borgo?

corinaldo mura storiche e porte

Ecco cosa fare e vedere a Corinaldo

1 – Affacciarsi alla finestra di Scuretto

Corinaldo è un borgo che si gira piacevolmente a piedi. Camminando e spostando lo sguardo da un lato all’altro della città ad un certo punto in una via laterale vicina ad una delle scalinate più fotografate delle Marche (Via Piaggia) troverete una casa alquanto curiosa, è la casa di Scuretto.

corinaldo casa di scuretto

La casa ha un numero civico, una bella facciata e niente più…

Ecco la storia di Scuretto, raccontata nella targa affissa al muro della sua “casa”:

“Questa è la “casa” di Scuretto, al secolo Gaetano, calzolaio, uomo semplice ed eccellente bevitore. Il figlio, emigrato in America, gli mandava regolarmente dei soldi per costruire una casa, a Corinaldo, dove tornare un giorno ad abitarvi. Scuretto i soldi se li beveva regolarmente nelle osterie del borgo, finché il figlio, insospettitosi, chiese una foto della casa. 

Scuretto allora fece costruire solo la facciata, con tanto di numero civico, e si fece fotografare di fronte, come affacciato ad una delle finestre. 

La casa o meglio la facciata, oggi è ancora qui, incompiuta, anche perché i soldi non arrivarono più.”

Insomma ecco un motivo curioso e divertente per visitare la splendida  Corinaldo, uno dei borghi i più belli d’Italia e delle Marche.casa di scuretto finestra

Un altro evento da non perdere a Corinaldo è sicuramente la Festa dei Folli che si svolge in genere dal 21 al 25 aprile. La Festa dei folli è la primavera più pazza che ci sia. Spettacoli, mostre, mercati, concerti e un’occasione unica per ricevere il “Passaporto da Matto”.

Cosa devi fare per prenderlo? Niente di più semplice! Ci sarà un matto di Corinaldo (uno dei tanti) ti osserverà mentre corri lungo la piaggia, arrivato al Pozzo della Polenta ti dovrai sporgere e poi emettere un urlo liberatorio, una volta tornato al punto di partenza ti sarà consegnato il “Passaporto da Matto” e il tuo nome verrà scritto per sempre nel registro ed albo dei Matti di Corinaldo.

2 – Andare alla ricerca del Pozzo della Polenta 

E’ posto al culmine di una delle scalinate più belle e fotografate delle Marche. Il luogo acquista ancora più fascino grazie alla leggenda del contadino e della polenta. Passeggiando per le vie del borgo ad un certo punto ti fermerai a guardare questo angolo e non potrai fare a meno di scattare una foto, qui la prospettiva è davvero unica.

Il pozzo originale risaliva al ‘400 mentre quello che puoi vedere oggi risale al 1980, quando venne ricostruito come scenografia per la rievocazione della Contesa del Pozzo della Polenta.

Pozzo della Polenta

E anche qui ho una leggenda da raccontarti.

“Un contadino saliva la bellissima, quanto lunga, scalinata del paese (via Piaggia) con un sacco di farina di granoturco sulle spalle. Giunto nei pressi del pozzo, sfinito, appoggiò il sacco sul bordo per riprendere fiato. Per colmo di sfortuna, il sacco cadde all’interno del pozzo. Il povero uomo nel tentativo di recuperarlo si calò nel pozzo,  ciò non passò inosservato alle pettegole di paese, che non vedendolo riaffiorare, incominciarono a dire che si stava mangiando la polenta nel pozzo, alcune giuravano di aver visto buttare anche delle salsicce di maiale nel pozzo. (Tratto dal sito del Comune di Corinaldo)”

La diceria che voleva far passare i corinaldesi come “picchiatelli” e “polentari” supero’ in breve i confini dell’intera regione. Da “picchiatelli” a geniali il passo è breve in fondo!

“Non ci fu grande ingegno senza un pizzico di follia”

Alla divertente storiella oggi è legata una delle rievocazioni storiche in costume più appassionanti delle Marche,“La Contesa del pozzo della polenta”, manifestazione che si svolge la terza Domenica di Luglio.

corinaldo pozzo della polenta e scalinata

Festa dei Folli a Corinaldo (AN) dal 21 al 25 aprile ritorna la festa di primavera più pazza che ci sia. Spettacoli, mostre, mercati, concerti e una serie di iniziative culturali dedicate a tutte le età. Occasione da non perdere per passare un weekend in uno dei borchi più belli d’Italia.

3 – Passeggiare lungo le mura del paese

Nella visita di Corinaldo, uno dei borghi più belli d’Italia, da non perdere assolutamente una passeggiata attorno alle mura del paese.

corinaldo mura storiche

Da queste si si gode di una vista meravigliosa a 360 gradi,  tra il verde dei campi coltivati e il bianco delle montagne innevate. I tigli altissimi che fiancheggiano la strada rendono i viali ancora più accoglienti.

4 – Ripercorrere i luoghi di Santa Maria Goretti

Maria Goretti è venerata come Santa e Martire dalla Chiesa Cattolica che la canonizza il 24 Giugno 1950.
Maria nasce proprio a Corinaldo il 16 ottobre 1890 e qui ancora oggi è possibile visitare la casa natale di Santa Maria Goretti.

Maria ha 12 anni quando un giovane tenta di violentarla. Al rifiuto di Maria il ragazzo di nome Alessandro la colpisce ripetutamente con un punteruolo. Trasportata all’ospedale di Nettuno Maria muore il giorno seguente, non prima di aver detto a sua mamma

“Per amore di Gesù lo perdono, voglio che venga con me in Paradiso”.

corinaldo santa maria goretti

Oggi il Santuario a lei dedicato si presenta maestoso all’esterno ma quello che mi ha colpito di più è il messaggio che cela al suo interno. Le mura del Santuario infatti racchiudono un’ importante forza per tutta l’umanità che la piccola Santa e la sua famiglia ci hanno lasciato: la forza del perdono. Non è un caso, infatti, che accanto alla reliquia della Santa e alla tomba della sua mamma una lapide ricordi il pentimento e l’espiazione di Alessandro Serenelli. Una visita a questo Santuario nel pieno centro di Corinaldo è assolutamente consigliata.

corinaldo santa maria goretti

5 – Fare un picnic nel Parco delle Fonti

E’ il polmone verde del paese, ben tenuto e con tanti giochi per i bambini e aree picnic. Per arrivare al parco basta scendere dal Viale dietro Le Monache fino alle fonti. E’ presente anche una pista di pattinaggio.

Insomma un bellissimo parco, ricco di giochi per la gioia di tutti i bambini e anche per quella dei genitori che possono rilassarsi leggendo un libro sulle panchine.

Parco delle Fonti Corinaldo

Curiosità 

Nel tour di Corinaldo prima di lasciare il borgo ricordati di entrare nel Municipio. Proprio all’ingresso troverai un cannone e anche qui non posso fare a meno di raccontarti la storia della rivalità fra Corinaldo e Montenovo  (oggi Ostra Vetere).
Un giorno i Corinaldesi, che volevano sempre primeggiare, ebbero un’idea.

Presero un tronco di fico, lo scavarono e ne fecero un cannone. Il giorno dello sparo si radunarono sulle mura tutti i cittadini per assistere alla caduta di Montenovo. I sette più coraggiosi reggevano il cannone mentre il Comandante dava fuoco alla miccia. Si udì un tremendo boato e quando il fumo si diradò i sette erano a terra privi di vita.
Il Comandante esclamò:

“Il cannone ha sparato forte, tanto forte che qui ne sono morti sette, pensate un po’ quanti ne avrà uccisi a Montenovo”.

Detto questo non ti rimane altro che visitare questo borgo e scoprire tra curiosità e leggende tutte le sue meraviglie, comprese le follie dei suoi simpatici e geniali abitanti.

corinaldo cannone di fico

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